Non serve andare lontano. La Lombardia, quando l’estate si avvicina, ti regala tre specchi d’acqua, tre caratteri diversi, tre modi di lasciarsi andare.
Li ho scoperti uno a uno, negli anni, e non so dire quale sia il più bello. Dipende dal giorno, dal vento, dall’umore. E forse dipende anche da te.
Quel lago dove l’acqua è turchese e le montagne sono basse
Arrivi presto, quasi alba. Parcheggi sulla strada che costeggia la riva, e già vedi quell’azzurro che non sembra italiano. È il lago di Garda, ma non quello dei divi e dei locali alla moda. È la sponda bresciana, quella che si arrampica verso nord, dove le colline si fanno più ripide e le insenature nascondono ciottoli bianchi. Togli le scarpe, cammini sugli scogli lisci.
L’acqua è così limpida che i pesci li vedi nuotare tra i sassi come se fossero in una vasca di cristallo. Ti butti, e il primo tuffo è una carezza fredda che ti sveglia la pelle. Resti a galla, e davanti a te c’è Sirmione, con le sue rovine che sembrano appoggiate sull’acqua come un presepio. Più tardi, trovi una spiaggia libera dove la sabbia è così chiara che qualcuno l’ha chiamata Giamaica. Non so se sia vero, ma il soprannome ci sta.
L’isola senza macchine e il silenzio che non ti aspetti
Un’altra mattina, prendi il traghetto. Dieci minuti e sei su un’isola. Non è un’isola qualunque: è la più grande dei laghi europei, e qui le macchine non ci stanno. Solo qualche motorino, biciclette, e passi lenti di chi non ha fretta. È il lago d’Iseo, e il suo segreto si chiama Monte Isola. Noleggi una bici e pedali lungo la costa, tra olivi e case dipinte di rosa. A ogni curva, l’acqua ti appare all’improvviso, verde smeraldo, così chiara che quasi non sembra vera.

Scegli uno scoglio piatto, lasci la bici appoggiata a un albero, e scendi. L’acqua è più fredda del Garda, più fresca, più di montagna. Nuoti lento, e intorno a te non c’è nessuno. Solo il rumore dell’acqua che si increspa e il campanile di un borgo che batte le ore lontano.
Il lago nascosto tra le montagne, dove pochi arrivano
L’ultimo è il più segreto. Lo trovi salendo verso la provincia di Brescia, oltre Iseo, dove le strade si fanno strette e i paesi dormono. È il lago d’Idro, e quando lo vedi per la prima volta pensi di essere finito in un fiordo. Le montagne lo stringono da ogni lato, e l’acqua ha un colore che cambia continuamente: verde, blu scuro, talvolta quasi nero quando il sole si nasconde.
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Le spiagge non sono attrezzate. Sono piccole calette di ghiaia e sassi dove arrivi dopo una breve passeggiata nel bosco. Cammini tra i pini, senti l’odore della resina, e poi il sentiero si apre e l’acqua è lì. Ti siedi su un masso liscio, e per un attimo non fai niente. Guardi le montagne che si specchiano, e capisci perché qui non c’è mai folla: perché è un posto che vuole essere scoperto, non annunciato.
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