Saturday, 30 May 2026
Viaggi

Lucca: la città che ti insegna a pedalare senza meta

Lucca vacanza in città - IcaroJournal

Non c’è bisogno di un programma, a Lucca. Basta arrivare. Il treno ti lascia fuori le mura, e la prima cosa che vedi è quel gigante di verde che abbraccia la città. Non sono mura di pietra spoglie e minacciose, ma un viale alberato largo come una strada, dove i bambini imparano ad andare in bicicletta e gli anziani camminano piano, appoggiati al bastone. Sali sulla cerchia, e il mondo sotto di te si fa più piccolo.

I tetti rossi, i campanili, i palazzi che si stringono come in un abbraccio. Non hai ancora messo piede nel centro, e già sei innamorato.

Affitti una bicicletta. La prendi da uno dei tanti negozi vicino alle mura, e quella vecchia bici dal cestino di vimini diventa il tuo miglior compagno di viaggio. Pedali piano sul viale alberato, i platani ti fanno ombra, e il sole filtra a sprazzi tra le foglie. Sotto di te, la città è un brusio lontano, ovattato. I bastioni sono larghi, e puoi fermarti ogni volta che vuoi, appoggiare la bici al parapetto di pietra, e guardare dentro. Le mura di Lucca non sono state costruite per tenere fuori i nemici, ma per tenere dentro la pace. E si sente.

Scendi dalle mura e ti immergi nel centro. Le strade sono lastricate di pietra grigia, e le case sono alte, con le finestre verdi e i balconi di ferro battuto. Perderti è l’unica cosa da fare. Giri a destra, poi a sinistra, poi sotto un arco. A un certo punto, il muro si apre e ti ritrovi in Piazza dell’Anfiteatro. Non è una piazza normale: è ellittica, chiusa, con le case che seguono la curva dell’antico anello romano. I turisti si fermano a scattare foto, ma tu no. Tu ti siedi sui gradini della fontana, e guardi la gente che passa. Una volta qui i gladiatori combattevano. Oggi ci sono caffè con le sedie all’aperto e bambini che rincorrono i piccioni. Il tempo è galantuomo.

La torre con gli alberi e il silenzio del duomo

Alzi lo sguardo e la vedi: la Torre Guinigi. Non è una torre qualunque. In cima, al posto dei merli, crescono sette lecci antichi, con le radici che affondano nel vuoto e le chiome che spazzano il cielo. Paghi il biglietto e cominci a salire. I gradini sono stretti, a chiocciola, e le gambe bruciano. Ma quando arrivi in cima, il fiato ti manca. I lecci sono lì, immensi, e Lucca è un tappeto di tetti rossi e cupole che si perde all’orizzonte. Il vento muove i rami, e per un attimo non sei più su una torre. Sei su un albero, e la città è un giardino.

Lucca vacanza in città - IcaroJournal
Lucca vacanza in città – IcaroJournal

Scendi e vai verso il Duomo di San Martino. La facciata è un ricamo di colonne e logge, con un portale così piccolo che devi chinarti per entrare. Dentro, il silenzio è spesso. La luce filtra dalle vetrate e si posa sul pavimento di marmo. C’è un crocifisso ligneo del Duecento che sembra pregare davvero, e una statua di Nicola Pisano che pare respirare. Ma la cosa che ti colpisce di più è il labirinto. È inciso sul pilastro destro del portico, piccolo, appena visibile. Lo sfiori con la punta delle dita, e pensi a quel filo che serve per uscire. Lucca è così: un labirinto che non vuoi lasciare.

Il cibo, la torta del viaggiatore e l’addio

La fame si fa sentire. Cerchi una trattoria in via Fillungo, la strada dei negozi. Ordini una zuppa di farro, calda e densa, e una torta di riso, dolce e profumata di scorza di limone. La chiamano “torta del viaggiatore” perché un tempo la davano ai pellegrini. La mangi piano, mentre fuori la gente passa. Poi un bicchiere di rosso della Lucchesia, un Sangiovese che ti scende liscio e ti fa sorridere.

LEGGI ANCHE -> Etna Comics 2026, Catania pronta all’invasione pop: attesa per Yōichi Takahashi, Caparezza, Diana Del Bufalo

LEGGI ANCHE -> Sicilia in 7 giorni: tre città che non ti lasciano andare

Lucca vacanza in città - IcaroJournal
Lucca vacanza in città – IcaroJournal

Prima di andare via, torni sulle mura. Il sole è basso, e la luce è arancione. Pedali ancora un po’, senza fretta. I platani sono alti, e le ombre si allungano. Sotto di te, Lucca si prepara per la sera: le luci si accendono, le persiane si chiudono, una campana suona l’Ave Maria. Scendi dalla bicicletta, la appoggi a un parapetto, e guardi. Un’ultima volta.

LEGGI ANCHE -> Gelato alla nutella senza lattosio e senza gelatiera: il dessert che fa impazzire tutti

LEGGI ANCHE -> Egadi: il vento, le calette e il tonno che si scioglie in bocca

Non perderti i nostri alati update!

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Andrea Piazza

Andrea Piazza

About Author

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *