Sono tanti i film in concorso quest’anno al Taormina Film Festival e anche i cortometraggi che stanno già lasciando il segno. Uno di questi è proprio Spalla a Spadda, diretto da Louis Nabil Djalili, regista londinese-persiano che ha trovato il modo perfetto per raccontare la sua vita proprio in Sicilia.
Da IcaroJournal abbiamo incontrato Louis Nabil Djalili e Antonio Consoli, due elementi che hanno dato vita al cortometraggio Spalla a Spadda. Non si tratta soltanto di un film che ha l’intenzione di raccontare la Sicilia… è molto più di quello che in realtà si possa immaginare, più intenso, più ricco di emozioni e tutto viene calibrato fotogramma dopo fotogramma.
Non a caso, la letterbox del film porta come punto di riferimento la seguente frase: «Alcune verità si possono imparare sulla spalla».
Tutto questo non è affatto casuale, il titolo è stato scelto attraverso un processo molto elaborato, le frasi di riferimento lo sono altrettanto e Louis, nel suo lavoro da regista, ha cercato di cogliere tutto ciò che arrivava davanti ai suoi occhi, che sono in completa e totale fusione con le telecamere.
Spalla a Spadda, la Sicilia raccontata così
Come indicato precedentemente, dunque, abbiamo avuto il piacere di incontrare sia Louis che Antonio in un contesto diverso dal solito… non siamo a Taormina Film Festival, nella video intervista si avvertono rumori di ogni tipo tra clacson, persone che chiacchierano e tanto altro ancora… Tutto è avvenuto in una location quotidiana, di vita comune e soprattutto di ordinaria amministrazione per la Sicilia e non solo. Quasi come se avessimo voluto, ma senza farlo intenzionalmente, ricostruire alcuni dei pilastri principali del loro cortometraggio Spalla a Spadda.
Infatti, il corto viene presentato come la visione di uno scrittore straniero che si trova in Sicilia e fa un’attenta osservazione di ciò che lo circonda… la cultura, la gente, la vita. Tutto si muove diversamente da Londra, tutto è diverso ed è un nuovo modo di vivere il quotidiano fatto di cordialità, gentilezza, e sono queste le cose che lo sorprendono giorno dopo giorno della Sicilia.
Non a caso, alcune delle parole che più ci hanno colpito della sua intervista riguardano proprio il perché abbia deciso di togliere i colori dal video, che nasce come un’opera in bianco e nero: «Molte persone, quando guardano la Sicilia dall’esterno, vedono soltanto la dolce vita, il sole e il mare. Ma forse non hanno mai davvero osservato le persone siciliane. Per me questo è molto più importante». Inoltre, poi, il regista, che ormai da qualche anno vive proprio a Catania, ha continuato così: «Ho visto tante cose: la generosità dei siciliani, la passione e anche l’umiltà. Pensa ai genitori di mia moglie, persone molto umili ma al tempo stesso straordinarie».

Spalla spalla, quindi, vuole essere lo specchio riflesso di quello che il regista ha visto in Sicilia, di come ha imparato a conoscere la regione, perché solo attraverso l’obiettivo di una telecamera e il lavoro realizzato in questo modo riesce a conoscere quanto un posto abbia di bello da donare. Un lavoro che, in un certo qual modo, si propone come nuovo, ma al tempo stesso come seguito di qualcosa già fatto in passato, come lui stesso ci ha raccontato.
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Un cortometraggio, una storia e una Sicilia diversa dal solito. 🎥✨ A Taormina conquista Spalla a Spadda, il progetto di Louis Nabil Djalili che emoziona fotogramma dopo fotogramma. https://icarojournal.com/index.php/2026/06/12/spalla-a-spalla-al-taormina-film-festival-la-sicilia-vista-louis-nabil-djalili-gli-occhi-di-chi-lha-scelta/ #TaorminaFilmFestival #CinemaTok #Sicilia #FilmFestival #IcaroJournal
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Sulla base di tale motivazione, infine, ecco perché l’intervista fatta con loro non è più soltanto uno short video, ma l’abbiamo lasciata così, integrale… Perché non si può comprendere bene l’amore riservato a questo tipo di lavorazione e soprattutto al modo in cui viene scoperto e riscoperto un posto come la Sicilia, se non attraverso quanto raccontato da Louis Nabil Djalili, che giorno 14 sarà a Taormina proprio per il gran finale del festival.
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