Ci sono dettagli della vacanza che si immaginano benissimo prima di partire: la valigia da chiudere, i vestiti da scegliere, le scarpe giuste da portare. Poi ce ne sono altri molto meno romantici, ma decisamente più concreti, che arrivano puntuali quando si è già in hotel, in appartamento o in una camera presa al volo per qualche notte.
Uno di questi è il bucato, e più precisamente l’intimo. Perché se magliette e pantaloncini possono anche aspettare un po’, biancheria e reggiseni no. A quel punto ci si arrangia come si può, spesso male, usando saponi troppo aggressivi, acqua troppo calda o stendendo tutto nei posti peggiori possibili. E invece anche questa è una di quelle piccole abitudini che, se gestita bene, può rendere la vacanza molto più semplice.
Lavare l’intimo in viaggio non è difficile, ma richiede un minimo di attenzione. Non solo per una questione igienica, ma anche per evitare di rovinare tessuti delicati che, una volta danneggiati, non tornano più come prima.
Il lavaggio a mano resta la soluzione più pratica
Quando si è in vacanza, nella maggior parte dei casi il modo più semplice per lavare l’intimo resta il lavaggio a mano. Basta un lavandino pulito, acqua tiepida e una piccola quantità di detergente delicato. Il punto, infatti, non è usare tanto prodotto, ma usare quello giusto. Meglio evitare bagnoschiuma molto profumati, shampoo aggressivi o saponi improvvisati che possono lasciare residui sui tessuti e irritare la pelle. L’ideale sarebbe portare con sé un detergente neutro da viaggio, di quelli piccoli e facili da infilare in valigia.

Dopo aver lasciato i capi in ammollo per qualche minuto, si possono strofinare delicatamente nelle zone che ne hanno più bisogno, senza torcere con troppa forza. Questo vale soprattutto per reggiseni, slip in microfibra e capi modellanti, che tendono a rovinarsi facilmente se trattati in modo brusco. Anche il risciacquo deve essere accurato, perché lasciare il sapone tra le fibre significa ritrovarsi con un capo non davvero pulito e spesso anche più rigido una volta asciutto. Per togliere l’acqua in eccesso non serve strizzare con violenza: basta premere l’intimo dentro un asciugamano pulito, così da assorbire l’umidità senza deformarlo.
Asciugatura, organizzazione e piccoli accorgimenti che salvano la vacanza
Una volta lavato, il problema successivo è quasi sempre lo stesso: dove stenderlo. Appoggiarlo male, chiuderlo in bagno senza aria o lasciarlo piegato troppo a lungo significa ritrovarlo ancora umido il giorno dopo, con quell’odore che sa di chiuso e di bucato asciugato male. Conviene quindi scegliere un punto ventilato, anche semplice, purché non troppo umido. Se non si ha uno stendino, bastano una gruccia, qualche molletta portata da casa o perfino un filo da viaggio, che occupa pochissimo spazio e torna utilissimo.
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Meglio evitare invece fonti di calore troppo dirette, come termosifoni bollenti o phon usati troppo da vicino, perché alcuni tessuti elastici potrebbero rovinarsi. Un’altra mossa intelligente è partire con qualche capo in più del necessario, proprio per non essere costretti a lavare tutto di fretta. In vacanza, come in molte altre cose, è l’organizzazione a fare la differenza. Anche quella dell’intimo. Perché nessuno ci pensa mentre prepara la valigia, ma quando serve davvero, averci pensato prima cambia parecchio.
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