Catania è sempre stata al centro di un movimento artistico considerevole, tra musicisti, scrittori e artisti di ampio raggio, pittori, scultori, fotografi, ecc… Adesso, però, sembra vivere nell’oblio… quello stesso oblio dal quale c’è chi sta cercando di uscire, come nel caso degli organizzatori della Piazza Letteraria a Piazza Scammacca.
Negli ultimi anni qualcosa a Catania è cambiato, come se quell’incanto della città artistica che tutti noi conoscevamo si fosse interrotto. La nostalgia degli anni ’90 colpisce anche qui, un decennio particolarmente intenso e ricco di arte a 360 gradi, quella voglia di fare, di mettersi in gioco, che aveva coinvolto anche Carmen Consoli, che proprio in quel periodo avviava una carriera incredibile, diventando la Cantantessa che tutti noi oggi conosciamo.
Negli anni a venire, poi, è arrivata anche la scrittrice Melissa Panarello, arrivata alla notorietà con il romanzo 100 colpi di spazzola prima di andare a dormire, diventato anche film e non solo. La corrente degli anni ’90 si è protratta anche nei primi anni 2000 con l’arrivo sulla scena musicale di Mario Biondi e degli Sugarfree.

Quanti di voi, cari lettori, ricordano locali come Waxy O’Connor’s, che si trovava in piazza Teatro, oppure l’Irish Pub dell’ex piazza Santo Spirito, oggi piazza Currò? Sul palco di questi due locali sono passati numerosi musicisti, come appunto nel caso di Mario Biondi e Sugarfree, cover band come le Anime in Plexiglass, note per essere una delle cover band di Luciano Ligabue tra le più amate in Sicilia e non solo…

Durante la settimana c’era sempre qualche spettacolo organizzato da un locale che accoglieva le band, ragazzi che avevano fame di arte, voglia di fare spettacolo e inseguivano un sogno… Poi c’erano i pop-up market e le mostre artistiche nel quartiere di San Berillo. Una lunga serie di eventi che oggi sembrano appartenere al passato, un passato non così lontano ma che molti sembrano aver quasi dimenticato.

Piazza Letteraria, a Piazza Scammacca, ha riportato questo, ha permesso di rivivere un piccolo scorcio di arte che è assente da molto, troppo tempo.
Catania è ferma, a Catania non si legge… Piazza Letteraria conferma che non è vero!
Non è ben chiaro di chi sia la colpa, Piazza Letteraria è stato persino un evento patrocinato dal Comune di Catania… ma questo basta a smentire vari miti in tal senso?
Spesso sentiamo dire che a Catania non c’è più nulla, come se si fosse svuotata; eppure, nel corso dell’ultimo anno c’è qualcuno che silenziosamente sta cercando di continuare un percorso artistico che vive degli up e down significativi. Ci sono gruppi di lettura che in pochi conoscono e che cercano di essere valorizzati, le librerie indipendenti diminuiscono sempre di più e i luoghi dove suonare sono ormai quasi inesistenti.

Piazza Letteraria si propone quindi in un contesto in cui c’è ancora voglia di fare e di mettersi in gioco. È stato chiaro grazie all’isola degli scrittori, dove i partecipanti all’evento hanno potuto incontrare autori e autrici che hanno deciso di raccontarsi, ma c’è stata anche l’Isola della lettura, dove leggere in compagnia e lasciarsi andare alla passione. Chi è arrivato a Piazza Scammacca ha trovato anche l’Isola della scrittura collaborativa dedicata al blackout writing, il bullet journal e persino yoga per bambini.
Piazza Letteraria è la risposta alle domande che ci siamo posti prima: a Catania si legge, a Catania c’è voglia di fare e soprattutto a Catania c’è arte… Un’arte silente, ma che vuole emergere. Quindi, non credete a chi dice che l’arte a Catania è morta, sta solo cercando di non essere schiacciata.
Noi di IcaroJournal siamo andati a documentarlo, abbiamo assistito all’incontro organizzato nell’isola degli editori, qui dove c’erano i rappresentanti delle case editrici del Catanese come Nous Editrice, Villaggio Maori Edizioni e Algra Editore. È stato un incontro formativo e informativo, gli editori hanno parlato delle difficoltà nella gestione delle loro attività, ma anche della lotta costante che viene fatta perché ogni libro pubblicato è un tassello in più che si aggiunge alla storia di Catania, una città, una provincia che ha tanto da raccontare, ma che in questo periodo storico sta vivendo una crisi non da poco, sempre trainata però dalla forza di volersi distinguere e soprattutto di voler riuscire lì dove tutti abbandonano.
Molto spesso si è fatto accenno agli anni ’90, come indicato precedentemente, non solo perché quelli sono stati gli anni di massima espressione artistica, ma proprio perché quegli anni sono uno tra i momenti più belli che dovrebbero caratterizzare la storia di Catania ancora oggi.
LEGGI ANCHE -> Ex Hangar Dirigibili di Augusta verso una nuova vita, al via il percorso per rigenerare un patrimonio unico
LEGGI ANCHE -> Taormina Film Fest, il red carpet accende la città tra Hollywood e grandi star italiane con Bear Country

È vero che i movimenti artistici sono fatti di alti e bassi, ma è anche vero che i cittadini devono lavorare in tal senso e la massiccia presenza a Piazza Letteraria, tra persone che ascoltavano il dialogo durante l’isola degli scrittori, gli scambi di opinioni e lo scambio di libri con «dai un libro, prendi un libro», ecc… hanno permesso di capire che, indipendentemente dai partecipanti, la Catania dell’arte c’è e continuerà ad esserci anche quando si cerca di spostare l’attenzione su qualcosa di più comodo per tutti.
LEGGI ANCHE -> Nina Dobrev in Bear Country, al Taormina Film Fest: «Sono imprevedibile»
LEGGI ANCHE -> Taormina Film Fest, il red carpet accende la città tra Hollywood e grandi star italiane con Bear Country








