Monday, 15 June 2026
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Ex Hangar Dirigibili di Augusta verso una nuova vita, al via il percorso per rigenerare un patrimonio unico

Ex Hangar Dirigibili di Augusta - IcaroJournal

Ci sono luoghi che non appartengono soltanto alla città che li custodisce, ma a una storia molto più ampia, fatta di architettura, tecnica, memoria e futuro. L’Ex Hangar Dirigibili di Augusta è uno di questi. Una struttura che attraversa il Novecento e che oggi torna al centro del dibattito sul patrimonio culturale italiano, non più soltanto come bene da proteggere, ma come spazio da ripensare, rigenerare e restituire a una nuova funzione.

Proprio da questa necessità nasce il progetto culturale Rigenerare l’Ex Hangar Dirigibili di Augusta. Conoscenza, progetto e riuso di un patrimonio del Novecento, presentato durante un seminario che si è svolto nella sede di Ance Catania. Un percorso che si svilupperà da giugno a novembre 2026 attraverso un ciclo di incontri dedicati alla conoscenza, alla tutela e alle possibili forme di valorizzazione di una delle testimonianze più significative dell’architettura aeronautica italiana.

L’iniziativa è promossa dall’Istituto Nazionale di Architettura – IN/Arch Sicilia ed è organizzata in collaborazione con l’Agenzia del Demanio, proprietaria dell’immobile, e con il Comune di Augusta. L’obiettivo non è soltanto quello di parlare dell’Hangar, ma di costruire attorno a questo bene una vera e propria comunità di progetto, mettendo insieme istituzioni, professionisti, studiosi, studenti e realtà del territorio.

Ex Hangar Dirigibili di Augusta, una «cattedrale laica di cemento» da riportare al centro

Realizzato nel 1917 dall’ingegnere Antonio Garboli, l’Ex Hangar Dirigibili di Augusta si inserisce in un contesto ambientale e paesaggistico di grande valore, in dialogo con il centro urbano, con il sistema portuale e con le trasformazioni infrastrutturali, logistiche e ambientali che da tempo interessano il territorio.

Durante il seminario, la struttura è stata definita una «cattedrale laica di cemento», un «tempio» e un «monumento della tecnica». Espressioni che raccontano bene la forza di un’opera che non può essere guardata come un semplice manufatto del passato, ma come un unicum architettonico capace ancora oggi di interrogare il presente.

Il tema, infatti, non riguarda solo il restauro, ma il senso stesso del riuso. Cosa può diventare oggi un luogo nato per un’altra epoca, per altre funzioni, per un’altra idea di futuro? La risposta passa da uno studio approfondito, da una tutela aggiornata e da una visione capace di inserire l’Hangar in una dimensione non soltanto locale, ma nazionale e internazionale, fino alla possibilità di promuoverne il riconoscimento come patrimonio UNESCO.

Durante i saluti istituzionali è intervenuto anche il sindaco di Augusta, Giuseppe Di Mare, che ha evidenziato proprio il valore dell’Ex Hangar Dirigibili non solo per la città, ma per un orizzonte molto più ampio.

Il futuro del bene tra tutela, riuso e nuove funzioni

Il seminario ha acceso i riflettori su diversi nodi centrali. Tra questi, la necessità di aggiornare gli strumenti di tutela dell’architettura moderna, spesso trascurata o compromessa, ma anche l’applicazione dei principi della Convenzione di Faro, che richiama il coinvolgimento delle comunità nella valorizzazione del patrimonio culturale.

L’Hangar, in questa prospettiva, può diventare molto più di un bene restaurato. Può trasformarsi in uno spazio multifunzionale destinato ad attività culturali, creative, formative e imprenditoriali. Un luogo vivo, capace di produrre relazioni, conoscenza, economia e partecipazione.

Tra le ipotesi emerse anche quella della realizzazione di un Parco del Mediterraneo e dell’istituzione di tavoli di lavoro multidisciplinari, chiamati a lavorare sulla conoscenza, sulla programmazione strategica e sulla gestione del bene.

A sottolineare la portata del percorso è stato Silvano Arcamone, direttore dell’Agenzia del Demanio per la Sicilia: «Riusare l’Hangar non significhi soltanto individuare nuove funzioni, ma riprogrammare un segno collettivo. Un processo che contribuisce a riconoscere il valore universale dell’immobile, al di là dei possibili usi».

Un passaggio fondamentale, perché il futuro dell’Hangar non può essere ridotto alla sola individuazione di una destinazione d’uso. Qui la partita è più profonda: capire come un monumento della tecnica possa tornare a essere parte attiva del territorio, senza perdere la sua identità.

Il restauro come responsabilità verso le generazioni future

Durante l’incontro è intervenuta anche la professoressa Renata Prescia, ordinaria di Restauro dell’Architettura dell’Università degli Studi di Palermo e curatrice di una ricerca dottorale dedicata all’Hangar, sviluppata dall’architetto Giuseppe Borzellieri. Il suo intervento ha richiamato l’attenzione sulle sfide del restauro contemporaneo, che non può fermarsi alla dimensione tecnica dell’intervento.

«Ampliare il ruolo del progettista da tecnico dell’intervento a interprete del patrimonio. Restaurare un’opera significa restaurarne anche i significati e i valori, attraverso una comprensione che ne consenta la trasmissione alle generazioni future».

Parole che riportano il dibattito al cuore della questione: il patrimonio non è mai soltanto materia, cemento, struttura. È anche racconto, memoria, simbolo, possibilità. E proprio per questo va letto, studiato e restituito senza banalizzarlo.

I lavori sono stati moderati dalla presidente di IN/Arch Sicilia, Mariagrazia Leonardi, e dalla paesaggista Sabrina Toscano. Il presidente Giovani, Ludovico Porto, ha portato i saluti del presidente di Ance Catania, Rosario Fresta, ribadendo la vicinanza dell’associazione alle iniziative finalizzate alla valorizzazione del patrimonio del territorio.

Al seminario hanno preso parte anche rappresentanti di Ance Catania, Docomomo Sicilia, AIAPP Sicilia, dell’Ordine e della Fondazione degli Architetti PPC di Catania, del Centro Studi di Economia Applicata all’Ingegneria e del Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura dell’Università di Catania.

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Il percorso proseguirà il 22 luglio ad Augusta

Il ciclo di seminari non si ferma qui. Il prossimo appuntamento è previsto per il 22 luglio, alle ore 11.00, al Palazzo Comunale di Augusta, con l’incontro dal titolo Paesaggio, città e architettura: conoscere per valorizzare, dedicato al rapporto tra patrimonio, territorio e sviluppo sostenibile.

Un passaggio ulteriore dentro un percorso che punta a riportare l’Ex Hangar Dirigibili al centro di una visione più ampia. Non soltanto come monumento da contemplare, ma come luogo da attraversare di nuovo, da capire, da abitare con nuove funzioni e nuove responsabilità.

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