Wednesday, 17 June 2026
Cos'è Cultura a Catania

Per Agata, il Palazzo Centrale dell’Università di Catania diventa palcoscenico di musica e devozione

Per Agata palazzo Centrale dell'Università- IcaroJournal

Catania torna ancora una volta a raccontare il suo legame con Sant’Agata attraverso la musica, scegliendo uno dei luoghi simbolo della città e della sua storia culturale. Venerdì 19 giugno, alle ore 19.00, la corte del Palazzo Centrale dell’Università di Catania si trasformerà in un palcoscenico d’eccezione per Per Agata, concerto corale dedicato alla patrona della città nell’ambito delle celebrazioni per il Giubileo agatino.

Un appuntamento che non sarà soltanto musicale, ma anche identitario, perché quando Catania parla di Sant’Agata non racconta mai una sola storia. Racconta fede, memoria, appartenenza, tradizione popolare e cultura, elementi che da secoli attraversano la città e continuano a tenerla unita in un sentimento collettivo difficile da spiegare se non lo si vive da vicino.

A dare voce a questo percorso saranno due formazioni corali di prestigio: il Coro dell’Università di Catania e la Corale Tovini, chiamati a condividere la scena in un programma che attraversa secoli di devozione musicale, dalle antiche melodie gregoriane all’innografia bizantina, fino agli inni popolari e d’autore più amati dedicati alla martire catanese.

Per Agata, il concerto corale nel cuore dell’Ateneo

Sul podio si alterneranno i maestri Pietro Valguarnera, Giuseppe Sanfratello, Franco Lazzaro e Paolo Cipolla, con questi ultimi due impegnati anche all’accompagnamento d’organo. La serata sarà costruita come un dialogo tra le due formazioni, con momenti solistici e passaggi a cori riuniti, pensati per restituire tutta la forza evocativa di un repertorio che appartiene profondamente all’identità catanese.

In scaletta figurano, tra gli altri, la melodia gregoriana Gaudeamus, gli Inni bizantini per Sant’Agata, Eya Fratres, l’Inno popolare a Sant’Agata, Nel trionfo di Sant’Agata, Jesu Corona Virginum, Stans Beata Agatha e la cantata Lo Jonico mare.

Un viaggio dentro la devozione, ma anche dentro la storia musicale di una città che ha sempre trovato nei canti agatini una forma di riconoscimento collettivo. Non soltanto un repertorio da ascoltare, dunque, ma un patrimonio da custodire e tramandare, soprattutto in un anno dal valore così particolare come quello del Giubileo agatino.

L’ingresso sarà libero per studenti e personale universitario con prenotazione, rendendo così l’evento un’occasione pensata prima di tutto per la comunità accademica etnea.

Dalla proposta del Lions Club al sostegno dell’Università

L’evento nasce su proposta del Lions Club Catania Riviera dello Ionio, Distretto 108 Yb Sicilia, raccolta e sostenuta dal rettore Enrico Foti. Un percorso che arriva dopo il Galà per i Canti di Sant’Agata promosso lo scorso dicembre al Seminario Arcivescovile, come evento precursore dell’Anno Giubilare.

«Nel dicembre scorso abbiamo promosso il Galà per i Canti di Sant’Agata presso il Seminario Arcivescovile, come evento precursivo dell’Anno Giubilare», ha spiegato il professor Benedetto Torrisi, docente dell’Ateneo e presidente del Lions Club Catania Riviera dello Ionio: «Con questo nuovo appuntamento abbiamo voluto proporre all’Università di Catania un format originale, fondato sulla commistione di due autorevoli formazioni corali. La proposta è stata accolta dal rettore, e venerdì sera permetterà di realizzare un evento davvero esclusivo per la comunità accademica etnea».

Un progetto che mette insieme istituzioni, associazionismo, università e musica, con l’obiettivo di restituire alla città un momento capace di parlare a generazioni diverse. Perché la tradizione agatina, quando incontra l’arte, non resta ferma dentro il rito, ma diventa occasione di conoscenza e partecipazione.

Sant’Agata, Catania e l’Università: un legame che passa anche dalla musica

A sottolineare il valore dell’appuntamento è stato anche il rettore Enrico Foti, che ha ricordato il ruolo dell’Ateneo dentro la storia e l’identità della città.

«L’Università di Catania è parte integrante della storia, della cultura e dell’identità della nostra città-, ha osservato il rettore -. Ospitare nella corte del Palazzo Centrale un concerto dedicato a Sant’Agata significa aprire ancora una volta l’Ateneo alla comunità, valorizzando quelle tradizioni che rappresentano un patrimonio condiviso di fede, memoria e appartenenza. Attraverso la musica, il Coro dell’Università di Catania e la Corale Tovini offriranno un percorso che attraversa secoli di storia e di devozione, restituendo la ricchezza di una tradizione che continua a unire generazioni diverse».

Il rettore ha poi ringraziato il Lions Club Catania Riviera dello Ionio per avere ideato l’iniziativa e tutti coloro che hanno contribuito alla sua realizzazione, sottolineando come, nel Giubileo agatino, questo concerto rappresenti «un’occasione preziosa per riscoprire, attraverso l’arte e la cultura, il legame profondo che unisce Sant’Agata, Catania e la sua Università».

Ed è proprio questo il cuore dell’appuntamento: riportare la devozione dentro uno spazio culturale vivo, fare della musica un ponte tra memoria e presente, aprire ancora una volta l’Università alla città. Perché Sant’Agata, a Catania, non è mai soltanto celebrazione. È racconto collettivo, è appartenenza, è una voce che attraversa i secoli e che venerdì sera tornerà a risuonare nella corte del Palazzo Centrale.

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Francesca Guglielmino

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