Mori, l’incantamento di Sicilia Marzamemi- IcaroJournal

“Mori, l’incantamento di Sicilia” conquista Marzamemi: 13 date tutte sold out

Last Updated: 12.09.2026By

Tredici date e altrettanti sold out all’interno di un antico palmento di Marzamemi. Mori, l’incantamento di Sicilia ha concluso il suo viaggio il 4 settembre e il risultato raggiunto sembra confermare una cosa: raccontare la Sicilia attraverso il teatro può assumere forme molto diverse da quelle alle quali siamo abituati.

Questa volta il pubblico non si è limitato a guardare ciò che accadeva davanti ai suoi occhi, ma è entrato direttamente nella storia, circondato da attori, musica, odori e sapori all’interno del palmento Di Rudinì.

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Lo spettacolo, prodotto da Fiat Lux 2.0, scritto e diretto da Gisella Calì, con musiche e liriche di Daniele Caruso, è andato in scena dal 17 luglio al 4 settembre, trasformando uno degli esempi di archeologia industriale del territorio nel palcoscenico di un racconto ambientato tra la metà dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.

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Dalla leggenda delle teste di moro alla Sicilia del vino

A dare il via al racconto è stata una delle leggende siciliane più conosciute, quella delle teste di moro. Gisella Calì, però, l’ha utilizzata come punto di partenza per andare molto più lontano.

Dentro Mori si intrecciano amori, politica, economia, tradizioni e folclore, mentre sullo sfondo c’è la Sicilia del vino e un palmento che, proprio in quell’epoca, rappresentava uno dei luoghi più innovativi della produzione vitivinicola.

Il luogo, dunque, non è stato scelto soltanto per fare da cornice allo spettacolo, ma è diventato parte dello stesso racconto.

Mori, l’incantamento di Sicilia Marzamemi- IcaroJournal

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Una formula che la regista aveva già sperimentato con Colapesce, la leggenda sull’isola, rappresentato dal 2020 al 2024 nella fortezza spagnola dell’isola di Capo Passero a Portopalo, e con Nomen Omen, Io Cassandra, portato nel 2021 nel chiostro di Santa Maria del Gesù a Modica Alta.

Tre produzioni differenti, ma legate dallo stesso modo di intendere il teatro: utilizzare il patrimonio siciliano non semplicemente come scenografia, ma come elemento capace di riportare lo spettatore dentro il tempo e la storia raccontati.

Un teatro da vedere, ascoltare e vivere

«È un’esperienza multisensoriale importante – ha raccontato Gisella Calìsuoni ancestrali, canti di tradizione con musica originale, odori, sapori e il contatto ravvicinato con i performer consentono al pubblico di divenire parte integrante della messa in scena».

Ed è proprio questo uno degli aspetti sui quali si concentra il lavoro della regista: ridurre la distanza tra chi recita e chi assiste.

«Questo è l’elemento imprescindibile del mio modo di fare teatro, ricordare che affinché la catarsi avvenga, cioè ci sia un’importante scarica emotiva che dia senso all’esperienza vissuta, è necessario che pubblico e attori condividano realmente quel momento. Che è unico, irripetibile».

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Mori, l’incantamento di Sicilia Marzamemi- IcaroJournal

Mori, l’incantamento di Sicilia Marzamemi- IcaroJournal

A costruire questa esperienza sono stati oltre 45 artisti professionisti tra attori, cantanti, danzatori, musicisti e performer, con scene e costumi firmati da Vincenzo La Mendola, affiancato dagli assistenti Giuseppe Adorno e Sara Lazzaro Danzuso.

Nel cast Egle Doria, Gaia Passaler, Daniel Sapio, Cosimo Coltraro, Cindy Cardillo, Emanuele Puglia, Stefano Gianino, Giovanni Carta, Valerio Santi, Laura Giordani, Ketty Governali, Laura De Palma, Alessandro Chiaramonte, Carmelo Gerbaro, Alex Caramma, Lorenzo Falletti, Giuliana Giammona, Emanuela Trovato, Sofia Di Dio, Gabriella Caruso, Giorgia Morana, Ettore Iurato, Melania Catalano, Leonardo Scardilla, Gabriele Garofalo e Corrado Nicastro.

La parte musicale ha visto invece impegnati Marco Genovese, Luigi Luca, Josè Mobilia, Flaminia Castro, Erika Ragazzi e Salvo Mallia alla direzione della banda.

Mori, l’incantamento di Sicilia chiude così le sue tredici date a Marzamemi, tutte sold out, confermando ancora una volta la formula scelta da Gisella Calì: prendere una storia, portarla nel luogo che può realmente raccontarla e lasciare che il pubblico smetta, almeno per qualche ora, di essere soltanto spettatore.

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