Le Vie dei Tesori e l'Opira Fratelli Napoli - IcaroJournal

Le Vie dei Tesori e l’Opira: i Fratelli Napoli portano in scena l’investitura di Orlando

Last Updated: 15.10.2026By

Il rito dell’investitura cavalleresca, l’orchestrazione delle voci e la perizia manovratoria di una tradizione centenaria. La Marionettistica dei Fratelli Napoli, storica famiglia di maestri pupari catanesi giunta alla quinta generazione, rinnova la propria adesione al circuito de “Le Vie dei Tesori” allestendo un appuntamento di alto profilo storico e drammaturgico.

Sabato 17 ottobre 2026, alle ore 20.30, la navata della Chiesa di San Giorgio e San Dionigi, in via Acquicella 104 a Catania, farà da scenario alla rappresentazione “Come Orlando acquistò le armi”, firmata su copione inedito da Alessandro e Fiorenzo Napoli.

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L’opera ripropone uno dei momenti nodali della narrazione paladinesca, da sempre legato alla memoria dei teatri popolari di quartiere: il passaggio iniziatico che vede il giovane eroe conquistare la propria armatura per diventare il primo cavaliere della sua epoca.

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Dai testi francesi alla messa in scena etnea: la filologia del racconto

La materia narrativa affonda le radici nella Chanson d’Aspremont, “chanson de geste” medievale filtrata nel tempo dai cantàri italiani, dai romanzi in prosa di Andrea da Barberino e dal poema in ottave Le prime imprese di Orlando di Ludovico Dolce. Questa complessa stratificazione letteraria confluì successivamente nel celebre romanzo a dispense di Giusto Lodico, base canonica per la codificazione della ditta etnea.

“Si vedrà come Orlando, protagonista della Storia dei Paladini di Francia, esempio di nobiltà, lealtà ed eroismo cavalleresco, acquisterà le armi – spiega Davide Napoli –, diventando il primo cavaliere della sua epoca, che nei teatri dell’“Opira” incarnava un modello nobilissimo di lealtà ed eroismo cavalleresco“.

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Le Vie dei Tesori e l’Opira Fratelli Napoli – IcaroJournal

Innovazione drammaturgica, la maschera di Peppininu e i valori del mito

L’adattamento curato dalla Compagnia Arte e Pupi Fratelli Napoli bilancia il rigore delle fonti con l’esigenza di un ritmo di scena contemporaneo. Come sottolinea Fiorenzo Napoli:

“Nella nuova drammaturgia dell’Opera dei Pupi, adattando i diversi materiali narrativi si è voluto dare grande spessore ai personaggi di Milone e Almonte, inserendo nell’intreccio del racconto la maschera catanese di Peppininu e riuscendo così anche a soddisfare un pubblico moderno, formato non solo da cultori e appassionati, ma anche da giovani abituati alla velocità dei tempi cinematografici e dei media”.

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L’intreccio tra elemento tragico e contrappunto comico restituisce così al pubblico la portata etica del repertorio carolingio. Alessandro Napoli conclude evidenziando il valore pedagogico dello spettacolo: una serata brillante in cui le figure mitiche continuano a farsi portatrici dell’unità familiare e della lotta contro l’ingiustizia, riaffermando l’aspirazione a un ordine del mondo fondato sul bene comune.

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