Val Calnegia Canton Ticino - IcaroJournal

Val Calnegia: la valle dove il silenzio ha un suono

Last Updated: 15.10.2026By

La strada finisce a Foroglio, e da lì comincia un altro viaggio. Non si può arrivare in auto, non ci sono cartelli che indicano la direzione. Solo un sentiero che si arrampica accanto alla cascata, tra gradini di pietra consumati da secoli di passi.

Sali piano, e il rumore dell’acqua ti accompagna come una musica antica. Poi, a un certo punto, il sentiero supera il gradino di roccia e la valle si apre davanti a te.

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Un anfiteatro verde, punteggiato di massi giganteschi, dove l’uomo ha imparato a vivere sotto le rocce. La Val Calnegia è questo: una terra aspra e selvaggia, che ti chiede di meritarla. Il viaggio comincia a Foroglio, un borgo di case in pietra che si stringono l’una all’altra come per proteggersi. Parcheggi dove finisce la strada, e già senti il rumore. È un boato continuo, profondo, che ti accompagna mentre attraversi il paese e ti avvicini alla cascata.

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La vedi all’improvviso: un salto d’acqua che precipita da una parete di roccia, avvolta in una nuvola di spruzzi. Ti fermi a guardarla, e l’acqua che cade sembra non finire mai. Poi il sentiero riprende, si arrampica a zigzag accanto alla cascata, e a ogni curva il rumore si fa più forte. Dopo mezz’ora, il sentiero supera il gradino di roccia e si addentra nella valle. Il rumore della cascata si attenua, e all’improvviso il silenzio ti avvolge.

I villaggi di pietra e le case sotto i massi

La valle si apre come un anfiteatro verde, circondato da pareti di roccia che nascondono il sole per gran parte dell’anno. Il primo villaggio che incontri è un gruppetto di baite in pietra con i tetti di lastre, e un piccolo ponte ad arco che scavalca il torrente. Sembra un presepe, e il silenzio è rotto solo dal rumore dell’acqua che scorre. Prosegui, e arrivi a un altro villaggio, dove i massi diventano protagonisti. Enormi blocchi di granito, caduti dalla montagna millenni fa, sotto i quali gli uomini hanno scavato le loro case.

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Sono grotte naturali trasformate in abitazioni, stalle e cantine. Cammini tra questi giganti di pietra, e ti sembra di essere finito in un mondo di giganti. Poco più avanti, l’ultimo villaggio è un insieme di case e cantine scavate nella roccia, abitate solo in estate, quando i pastori salgono con le mandrie. Non c’è elettricità, non c’è acqua corrente. Solo la pietra, l’erba, e il cielo.

Il silenzio che ti entra dentro

Più sali, più la valle si fa stretta e selvaggia. I sentieri si perdono tra i pascoli, e a un certo punto ti trovi in mezzo a un silenzio così denso che senti il tuo cuore battere. Ti siedi su un masso, e guardi indietro. Vedi la valle che si stende sotto di te, i villaggi di pietra che sembrano giocattoli, e in lontananza la cascata che brilla al sole.

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Non c’è nessuno. O quasi. Un pastore passa con le sue capre, e ti saluta con un cenno della mano. Tu ricambi, e lui scompare dietro una curva. Il tempo sembra non esistere. Resti lì a lungo, senza pensare a niente. Solo al vento, al profumo dell’erba, e alla sensazione di essere in un posto che non appartiene più a nessuno.

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