Casa assistiva al centro del progetto HhD- IcaroJournal

Spazi domestici e fragilità: il modello della “casa assistiva” al centro del progetto HhD

Last Updated: 16.10.2026By

Spostare il baricentro dell’architettura dalla pura estetica dimensionale all’impatto etico, sociale e funzionale sulla vita delle persone vulnerabili.

Si è svolta in modalità telematica la Lectio Magistralis “Oltre lo Spazio – Persona, ambiente e responsabilità del progetto nello Human habitat Design“, tenuta dalla sede di Lipari dall’architetto Francesco Ferrara, presidente e coordinatore scientifico della Fondazione habitat umano.

L’evento, secondo tassello del ciclo “Design e Benessere – Quattro Lectio Magistralis” promosso dalla Delegazione Sicilia dell’AIPI (Associazione Italiana Professionisti Interior Designers), è stato coordinato da Catania dalla delegata regionale Carmela Palumbo, registrando la partecipazione di esponenti nazionali dell’associazione e professionisti del settore.

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Al centro del confronto, l’evoluzione dello Human habitat Design (HhD) e l’elaborazione del concetto di “casa assistiva“, modello orientato alla ristrutturazione degli ambienti domestici in funzione delle patologie croniche complesse e delle esigenze quotidiane di pazienti e caregiver.

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La “casa assistiva”: matrici d’uso e continuità di cura per la demenza

L’impostazione teorica presentata da Ferrara declina l’ambiente abitativo come elemento attivo della terapia, prendendo a modello il caso di persone affette da demenza e fragilità croniche. Attraverso matrici e diagrammi dei flussi quotidiani analizzati nell’arco delle 24 ore, la ricerca analizza le interazioni concrete tra lo spazio, il soggetto fragile, i familiari e gli operatori sociosanitari.

Il criterio di “casa assistiva” si inserisce nel solco del progetto-missione “La casa che cura“, avviato dalla Fondazione nel 2019 con i meeting internazionali Health & Comfort for Human Indoor Life, per verificare come la conformazione degli interni possa prevenire criticità e sostenere l’autonomia residua dell’individuo.

L’etica del progettista e la sinergia con l’Inclusive Design

A sintetizzare il senso dell’intervento è lo stesso Francesco Ferrara:

“Il progetto non si esaurisce nello spazio che configura. Attraverso lo Human habitat Design intendiamo approfondire le relazioni che l’ambiente rende possibili o ostacola e le condizioni che contribuisce a predisporre per la vita delle persone. È in queste relazioni, filtrate nella loro evoluzione nel tempo, che si estende la responsabilità del progetto e che dobbiamo verificarne la qualità“.

Un’impostazione condivisa da Carmela Palumbo, componente del Tavolo Tecnico-Scientifico IDFA (Interior Design for All), che ha evidenziato la convergenza tra la ricerca HhD e l’Inclusive Design:

“La Lectio ha rafforzato una consapevolezza fondamentale: il progettista non è chiamato soltanto a progettare spazi, ma ad assumersi la responsabilità degli effetti che quegli spazi generano sulle persone nel tempo”.

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L’incontro ha tracciato le basi per una futura collaborazione istituzionale tra AIPI e la Fondazione per percorsi formativi dedicati a imprese, tecnici e pubbliche amministrazioni, in vista anche della pubblicazione del “Numero Zero” dei Quaderni HhD entro la fine del 2026.

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