Ci sono luoghi in cui parlare di legalità non può mai essere soltanto una formula da convegno. Deve diventare presenza, gesto, incontro, possibilità concreta. È quello che è accaduto a Librino, nell’anfiteatro di viale Castagnola, dove l’Istituto Educativo Assistenziale Mary Poppins ha scelto di portare il teatro nel cuore del quartiere, trasformandolo in uno strumento di ascolto, educazione e partecipazione.
Davanti a un pubblico numeroso, composto soprattutto da famiglie e bambini, la presidente Anna Pennisi ha voluto ribadire un messaggio forte: in un tempo segnato da guerre, violenza e innocenti che continuano a pagare il prezzo più alto, educare al senso della giustizia e al rispetto delle istituzioni diventa una responsabilità collettiva. Non una frase di circostanza, ma un impegno che deve passare anche attraverso linguaggi capaci di arrivare ai più piccoli, senza perdere profondità.
All’iniziativa erano presenti anche l’assessore ai Servizi Sociali Serena Spoto e il presidente della VI Municipalità Francesco Valenti, a conferma di un percorso che vuole tenere insieme istituzioni, territorio e realtà educative. Perché Librino, troppo spesso raccontato solo attraverso le sue fragilità, può diventare anche uno spazio in cui costruire cultura, bellezza e nuove occasioni di crescita.
Il teatro come strumento educativo
La scelta dell’Opera dei Pupi non è casuale. Il teatro di figura, soprattutto nella tradizione siciliana, ha sempre avuto la capacità di parlare a tutti: ai bambini, agli adulti, a chi conosce già quelle storie e a chi le scopre per la prima volta. Portarlo dentro un quartiere come Librino significa restituire alla comunità un patrimonio culturale che non deve rimanere chiuso nei luoghi della memoria, ma tornare vivo, presente, condiviso.
Sul palco è andato in scena lo spettacolo Le imprese di Orlando per amore di Angelica, portato dalla Compagnia Arte e Pupi dei Fratelli Napoli. Una rappresentazione che ha ricevuto lunghi applausi e che ha permesso al pubblico di entrare nel mondo dei paladini, dove amore, coraggio, conflitto e giustizia diventano elementi di un racconto più grande.
Anna Pennisi ha spiegato il senso profondo della scelta, parlando di un duello cavalleresco in cui si confrontano l’amore puro e ingenuo di Orlando per Angelica e l’amore trasformato in odio del Gran Khan dei Tartari. Una storia antica, certo, ma capace ancora oggi di aprire riflessioni attuali, soprattutto quando viene offerta a bambini e ragazzi come occasione per guardare oltre la realtà quotidiana e scoprire un modo diverso di esprimersi.
Una comunità che si ritrova attorno alla cultura
L’iniziativa, organizzata dall’Istituto Mary Poppins, è stata offerta gratuitamente non solo ai bambini e alle famiglie di Librino, ma all’intero territorio catanese. Un dettaglio che fa la differenza, perché la cultura, quando diventa accessibile, smette di essere privilegio e diventa presidio sociale.
A rendere ancora più forte il valore dell’evento è stato anche il coinvolgimento della Parrocchia Resurrezione del Signore, guidata da padre Duilio, e della Misericordia di Librino, due realtà che ogni giorno lavorano nel quartiere, accanto alle famiglie, ai minori e a chi ha bisogno di una presenza reale.
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Lo stupore dei bambini, durante lo spettacolo, è forse l’immagine più importante di questa giornata. Una madre di uno degli allievi della Mary Poppins ha raccontato la felicità nel vedere il figlio e gli altri ragazzi così attenti davanti al teatro, definendolo un nuovo gioco, qualcosa di diverso dalla realtà che vivono ogni giorno.
Ed è proprio qui che l’iniziativa trova la sua forza. Perché Le imprese di Orlando per amore di Angelica non è stato soltanto uno spettacolo, ma un’occasione per dire che anche dalle periferie può partire un racconto diverso. Un racconto fatto di legalità, bellezza, partecipazione e speranza. Quella speranza che non può e non deve mancare, soprattutto quando si parla di nuove generazioni.
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