Uno spettacolo davvero incredibile quello di Daniela Lucangeli al Teatro Metropolitan di Catania… Una lezione così coinvolgente che gli stessi partecipanti imploravano la professoressa di non andare via.
Una sala gremita, tutti lì proprio per ascoltare ciò che aveva da dire la professoressa ordinaria in Psicologia dello sviluppo e dell’educazione presso l’Università di Padova, diventata famosa anche sui social e non solo proprio grazie al modo in cui tratta la materia, alla carriera accademica costruita tassello dopo tassello, che l’ha portata a essere uno dei membri dell’Accademia mondiale delle ricerche sulle difficoltà di apprendimento IARLD, oltreché di vari comitati scientifici di numerose società di ricerca nazionale.
Il suo curriculum è davvero molto vasto, come nel caso della presidenza di Mind4Children, spin-off dell’Università degli Studi di Padova, impegnata a sostenere la ricerca scientifica in azioni e servizi di potenziale umano attraverso la sperimentazione.

Un bagaglio culturale e di formazione che è stato messo tutto a disposizione dei presenti al Teatro Metropolitan di Catania, per parlare di emozioni e di come queste condizionano quotidianamente ogni nostra azione.
Daniela Lucangeli conquista Catania: una lezione oltre ogni prospettiva
Si è subito fatto riferimento alla sede delle emozioni riparatrici e non solo, motivo per cui una delle prime cose dette al pubblico è stata la seguente: «Ho deciso di prestarvi gli occhi miei quando studio e quando capisco».

Successivamente, sul palcoscenico sale Katia, professoressa di musica di Corleone, che ha messo insieme scienza e appunto arte. Grazie all’oscillazione, alla vibrazione e alla risonanza del suo strumento, ovvero un theremin, è stata in grado di accompagnare la professoressa nel suo percorso, cominciando proprio dalla citazione delle maestre di tutte le cure, suonando appunto La cura di Franco Battiato.
Successivamente, poi, nel racconto della generazione umana, della formazione delle emozioni e di come queste vengano già condivise con la madre durante la gestazione, la stessa professoressa Lucangeli sottolinea quanto segue: «Tu sei un essere vivente in dinamica di movimento».

Ogni emozione fa parte del percorso di vita, anche il dolore che, secondo la professoressa, «troppo dolore ha un buio che non permette discernere», motivo per cui ci si predispone poi verso altri tipi di problematiche, come nel caso della depressione, ovvero il momento in cui non ci si vede più visti, non si vede oltre la nostra emozione più nera e quindi si viene inghiottiti da tutte le emozioni negative: «L’intelligenza sentimentale è fatta del proprio corpo». Una frase detta proprio per ricordare come emozioni, psiche e corpo siano tutte connesse tra loro.
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Un percorso, dunque, che ha lasciato spazio alle frasi accademiche ma, in men che non si dica, anche a un confronto continuo e costante con il pubblico, che è andato persino fuori scaletta, parlando dei ragazzi e dei giovani che hanno bisogno di approcciarsi e conoscere bene le emozioni. Una delle frasi chiave che rimane nel cuore è la seguente: «Ormai non vedo più i ragazzi baciarsi».

Tutto nato da un’immagine rievocata dalla stessa professoressa Daniela Lucangeli in relazione a un abbinamento particolare, sottolineando come a oggi ci sia necessità di rievocare le emozioni, come fosse appunto un’educazione sentimentale… uno spettacolo che meriterebbe un bis continuo o comunque un appuntamento mensile in ogni teatro d’Italia!
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