Taormina torna ancora una volta a essere crocevia di cultura, memoria e bellezza, ma questa volta lo fa guardando indietro, a quel viaggio in Italia che Johann Wolfgang von Goethe trasformò in racconto, visione e scoperta.
In occasione del 240esimo anniversario del suo viaggio nel nostro Paese, prende forma la prima edizione del Grand Tour Festival, ideato e promosso dall’Associazione Jacques Fersen ODV, con un percorso che vuole riportare al centro il fascino di quell’Italia attraversata, amata e raccontata da artisti e intellettuali tra Ottocento e Novecento.
Tra i premiati della prima serata di gala ci sarà anche la giornalista Elisa Guccione, voce libera e indipendente, da sempre impegnata tra teatro, cultura e lotta contro la violenza di genere. L’appuntamento è fissato per sabato 20 giugno, alle 18.30, nella splendida cornice di CasaCuseni, dimora storica di Taormina, luogo che sembra già contenere in sé il senso più profondo dell’iniziativa: non soltanto premiare, ma custodire e rilanciare una memoria culturale che continua a parlare al presente.
Il Grand Tour Festival si inserisce nell’ambito della terza edizione del Premio Internazionale Wilhelm von Gloeden, già inserito nel 2025 all’interno del cartellone del Taobuk, Festival internazionale del libro. L’obiettivo è chiaro: raccontare Taormina non solo come meta turistica o mondana, non solo come città da cartolina, ma come capitale della cultura, della fotografia e di quel dialogo continuo tra passato e futuro che da sempre ne definisce l’identità.
Elisa Guccione premiata al Grand Tour Festival
«Sono onorata e felice di essere tra i premiati alla I Edizione del Grand Tour Festival», ha dichiarato Elisa Guccione, raccontando il senso della sua partecipazione a un progetto che si fa atto d’amore verso il viaggio, l’arte e la cultura. Un festival nato con il sostegno della Regione Siciliana, Assessorato Turismo, del Ministero del Turismo e con il patrocinio dell’ANCI, dell’Ente Parco dell’Etna e delle città di Capri, Taormina e Siracusa.
Il cuore dell’iniziativa è proprio questo: riportare alla luce il fascino del viaggio in Italia di Goethe e, insieme a lui, di quel flusso di artisti e intellettuali che attraversarono città, paesaggi e luoghi destinati a diventare leggendari. Un patrimonio che non può restare fermo dentro le pagine dei libri, ma che deve continuare a essere raccontato, condiviso, rinnovato.
«Ho accettato con gioia l’invito di Riccardo Tomasello, ideatore dell’evento culturale-, ha spiegato Elisa Guccione – poiché ogni evento, ogni iniziativa creata e dedicata alla bellezza dell’arte e della cultura è un patrimonio vivo da rinnovare e condividere, così come fa l’Associazione Jacques Fersen, che costruisce un cammino che lega memoria, presente e futuro da consegnare alle nuove generazioni».
Parole che restituiscono il senso più autentico dell’evento: la cultura non come esercizio celebrativo, ma come responsabilità. Perché ricordare Goethe, il Grand Tour, Taormina e i suoi protagonisti significa anche chiedersi che cosa vogliamo consegnare a chi verrà dopo di noi.
Taormina, Casa Cuseni e il viaggio che torna racconto
La scelta di Casa Cuseni non è casuale. Taormina, con la sua storia, il suo paesaggio e la sua forza evocativa, torna a essere il punto di partenza di un itinerario che non si limita a una sola città. Il Grand Tour Festival, infatti, si presenta come una manifestazione itinerante, capace di attraversare luoghi simbolo della Sicilia e non solo.
La direzione artistica è affidata all’attore, regista e drammaturgo Salvatore Carmine Guglielmino, affiancato dal lavoro della giuria composta da Francesca Lovatelli Caetani, giornalista e presidente di giuria, Gianpaolo Furgiuele, accademico, scrittore ed editore, Carmine Monaco D’Ambrosia, baritono e scrittore, Federico Coco, fotografo, Liliana Nigro, docente dell’Accademia di Belle Arti di Catania, e Claudio Tomasello, autore del Grand Tour Festival.
Nel corso della serata verrà consegnata la medaglia celebrativa del 240esimo anniversario del Viaggio in Italia di Goethe, realizzata in collaborazione con il Ministero del Turismo. Un riconoscimento che diventa simbolo di un percorso culturale più ampio, nel quale la Sicilia torna a essere non solo scenario, ma protagonista.
Dal Grand Tour a una nuova idea di territorio
Dopo la tappa di Taormina, il Grand Tour Festival proseguirà a Nicolosi, Etna Sud, Funivia dell’Etna, con la presentazione di Aetna Hadriani – Il Viaggio dell’Imperatore, per poi continuare a Ortigia, in occasione della seconda edizione della Medaglia August von Platen, e concludersi a Capri con la terza edizione del Premio Internazionale Jacques Fersen.
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Un viaggio dentro il viaggio, dunque, che mette insieme luoghi, memoria, arte, fotografia, letteratura e identità. Ed è proprio qui che il progetto trova la sua forza: non limitarsi a celebrare il passato, ma usarlo come chiave per rileggere il presente.
Perché il Grand Tour non è stato soltanto un itinerario geografico, ma un modo di guardare l’Italia, di attraversarla, di lasciarsi trasformare dai suoi paesaggi e dalle sue città. E oggi, in un tempo in cui spesso i luoghi vengono consumati più che vissuti, tornare a parlare di Grand Tour significa anche restituire profondità al viaggio, riportarlo dentro una dimensione culturale, umana e collettiva.
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