C’è una pasta al forno che non assomiglia a nessun’altra. È la ‘ncasciata palermitana, una delle ricette più antiche e più amate della cucina siciliana. Il nome viene dal dialetto, da “ncasciari”, che significa incastrare, sovrapporre.
Perché questo piatto è fatto di strati, come una lasagna, ma con ingredienti che raccontano tutta la storia dell’isola: la melanzana fritta, il ragù, il formaggio, le uova sode che si tagliano e si scoprono a ogni forchettata.
Non è una pasta al forno qualunque. È il piatto delle domeniche lunghe, delle feste di famiglia, di quelle occasioni in cui si cucina con calma perché si sa che chi siederà a tavola merita il meglio. A Palermo si prepara ancora oggi come una volta, e ogni famiglia ha la sua variante. Questa è quella che ho imparato da una signora del quartiere Ballarò, e da allora non l’ho più cambiata.
Un classico della domenica quando vuoi: la ricetta della pasta alla ‘ncasciata
La ‘ncasciata richiede tempo, ma non è difficile. È un piatto che si prepara con cura, perché ogni strato deve essere al suo posto. Si comincia dal ragù, che va fatto cuocere piano. Poi le melanzane, fritte fino a diventare dorate. Poi la pasta, che si lessa al dente e si condisce con il sugo. Il segreto è l’alternanza: uno strato di pasta, uno di melanzane, uno di ragù, le uova sode a pezzi, il caciocavallo che fila. E poi di nuovo, fino a riempire la teglia. Il forno fa il resto, e quando la superficie è dorata e croccante, si capisce che è pronto. Gli ingredienti che serviranno sono solo i seguenti:
500 grammi di maccheroni o tortiglioni
800 ml di ragù di carne (maiale e manzo)
2 melanzane grandi
4 uova sode
200 g di caciocavallo grattugiato (o pecorino)
Pangrattato q.b.
Olio per friggere
Sale
Il procedimento passo dopo passo
Si prepara il ragù di carne, lasciandolo cuocere a fuoco lento per almeno due ore. Nel frattempo, si tagliano le melanzane a fette di mezzo centimetro, si salano e si lasciano riposare per mezz’ora per togliere l’acqua di vegetazione. Si asciugano, si friggono in olio caldo fino a doratura, poi si scolano su carta assorbente. Si lessano le uova, si sbucciano e si tagliano a spicchi. Si cuoce la pasta in acqua salata, la si scolata molto al dente, e la si condisce con un mestolo di ragù.
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Poi si passa ad ungere una teglia alta con olio, si cosparge il fondo con pangrattato. Si stende uno strato di pasta, poi le melanzane fritte, poi il ragù, poi le uova sode a pezzi, poi una spolverata di caciocavallo. Si ripete fino a esaurimento degli ingredienti, terminando con pasta, sugo e abbondante formaggio. Si inforna a 180 gradi per 25-30 minuti, fino a quando la superficie è croccante e dorata. Si sforna e si lascia riposare dieci minuti prima di servire. Il risultato è una pasta al forno che tiene insieme tutta la Sicilia in un solo piatto. E chi la assaggia, chiede subito la ricetta.
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