La strada costeggia l’Adriatico, e a un certo punto il mare si apre. Non è la costa delle cartoline, quella fatta di lunghe spiagge dritte. Qui il litorale si frastaglia in promontori e calette, e ogni curva regala un panorama diverso.
Poi, all’improvviso, li vedi. I trabocchi sono lì, sospesi tra la terra e il mare come ragni giganti di legno, con le loro passerelle che si allungano sull’acqua e le reti pronte a immergersi. Un poeta li chiamò così, “ragni colossali”, e da allora quel nome è rimasto. Benvenuto sulla Costa dei Trabocchi, dove il mare e l’ingegno umano si sono incontrati e non si sono più lasciati.
Cammini sulla passerella di un trabocco. Le assi scricchiolano sotto i piedi, e il vento porta l’odore del sale e del legno bagnato. Le origini di queste macchine da pesca sono antiche: qualcuno dice che siano state i Fenici a inventarle, qualcuno parla del Medioevo. Ma la verità è che sono nate dalla necessità. I contadini di questa costa, che non avevano barche per affrontare il mare aperto, costruirono queste piattaforme sugli scogli per gettare le reti senza allontanarsi dalla riva. Il meccanismo è semplice: due lunghe braccia di legno sostengono una rete che viene calata in acqua con un argano. Oggi, molti trabocchi hanno smesso di pescare. Alcuni sono diventati ristoranti, dove puoi mangiare il pesce appena pescato seduto su una terrazza sospesa sul mare.
Il borgo che si arrampica e il balcone che guarda l’Adriatico
Non lontano, un borgo si arrampica sulla collina come una scala di case bianche. Le strade sono strette e lastricate, e ogni angolo è decorato con secchi di metallo, attrezzi da giardinaggio e lavatoi, disposti come se ogni angolo fosse una piccola scena.

Un cartello ti ricorda che è obbligatorio fermarsi in un punto preciso, dove il panorama si spalanca sull’Adriatico. Da lì, guardi il mare che si perde all’orizzonte, e sotto di te il trabocco sembra un giocattolo abbandonato.
La Via Verde che corre sul mare e la spiaggia che non ti aspetti
Più avanti, un sentiero segue il tracciato di una vecchia ferrovia. Cammini o pedali, e ogni curva ti regala un trabocco, una caletta nascosta, una vista sulle montagne che si specchiano nel mare. La pista è pianeggiante, costeggia l’acqua, e le gallerie illuminate ti riportano indietro nel tempo. È il paradiso del turismo lento.
LEGGI ANCHE -> Museo archeologico del vero e del falso a Catania
LEGGI ANCHE -> Feta e pomodori, la base perfetta per un piatto unico d’eccellenza! Lo proverai?

Le spiagge qui sono diverse l’una dall’altra. Ci sono lunghe spiagge di sabbia, e ci sono calette di ciottoli bianchi dove il mare è così limpido che puoi contare i sassi del fondo. In una di queste, la pineta arriva fino al mare, e l’ombra dei pini si riflette sull’acqua. I trabocchi sono ancora lì, a fare da sentinella, con le loro reti che si asciugano al sole.
LEGGI ANCHE -> Catania Summer Fest 2026 Villa Bellini si accende con le stelle della musica | Il programma completo
LEGGI ANCHE -> Cefalù: il borgo che la montagna protegge e il mare accarezza

