Lasci Amsterdam, e la strada si fa pianura. Campi piatti, mucche, acqua ovunque. Poi, a un certo punto, la strada finisce. Non c’è più asfalto, non ci sono più macchine. Solo un silenzio così pieno che senti le anatre litigare sotto un ponticello di legno.
Le case hanno tetti di paglia, i giardini arrivano fino all’acqua, e l’unico modo per andare avanti è una barca che scivola senza fare rumore. Benvenuto a Giethoorn. La chiamano la Venezia del Nord, ma qui non c’è il caos di Venezia. Qui c’è un silenzio che ti entra dentro, e non vuole più uscire.
Salì a bordo di una barca elettrica. Il motore non fa rumore. Solo l’acqua che si increspa, il legno che scricchiola sotto i piedi, e il profumo di erba bagnata e torba che sale dalle rive. I canali sono stretti, e le case con i tetti di paglia si affacciano direttamente sull’acqua. I giardini sono curati come quadri, e i ponti di legno sono così tanti che qualcuno li ha contati: più di centosettanta. La barca scivola lenta sotto gli archi di legno. Ogni tanto, un airone spicca il volo accanto a te, le ali enormi e silenziose. Un uomo anziano cura le rose davanti a casa sua, e ti saluta con un cenno come se fosse un giorno qualunque. Sembra di essere entrato in un dipinto, e il dipinto è vivo.
La camminata lenta tra i ponti e i giardini di ortensie
Sbarchi e cammini. Non ci sono auto, non c’è traffico. Solo sentieri che costeggiano i canali, ponti di legno che collegano una sponda all’altra, e il rumore dei tuoi passi sulle assi. Le case sono basse, con i tetti di paglia e le finestre piene di gerani. In giugno e luglio, le ortensie esplodono davanti alle porte, e il colore viola si riflette nell’acqua scura.

Ti fermi su un ponticello, e guardi giù. L’acqua è limpida abbastanza da vedere le canne muoversi sotto la superficie. Una gallina arriva fino al bordo del canale, ti guarda, poi torna indietro. Più avanti, una piccola fattoria con il tetto di paglia ti fa pensare che gli hobbit esistano davvero.
Il silenzio, la zuppa e il cigno che scivola sull’acqua
Più tardi, trovi un ristorante con una terrazza sul canale. Ordini una zuppa di piselli, la erwtensoep, densa e fumante, con pezzi di salsiccia e pancetta. La mangi guardando le barche che passano lente. Un cigno bianco scivola sull’acqua, e il suo riflesso si mescola a quello delle case con i tetti di paglia. Il silenzio è quasi perfetto, rotto solo dal rumore dei remi che entrano ed escono dall’acqua. Il sole comincia a calare, e le case si accendono di luci calde. I canali diventano scuri, e le prime stelle si riflettono sulla superficie.
LEGGI ANCHE -> Maxiprocesso, a Palermo i faldoni diventano memoria visiva nelle fotografie di Maria D. Rapicavoli
LEGGI ANCHE -> Costa dei Trabocchi: il mare, il legno e il vento che profuma di D’Annunzio
Giethoorn non è un posto da visitare. È un posto da abitare per un giorno, forse due. Basta una barca, un sentiero, un ponticello di legno. E la voglia di ascoltare il silenzio. Se devi scegliere tra la barca a motore rumorosa e la whisper boat silenziosa, scegli la barca che non fa rumore.
LEGGI ANCHE -> Il corpo diventa linguaggio, al via il laboratorio tra musicoterapia e danzaterapia
LEGGI ANCHE -> Librino Apriamo le porte alla bellezza, Anna Pennisi porta arte, legalità e riscatto nel cuore della periferia

