Ci sono arti che non si limitano a essere tramandate, ma continuano a cambiare forma, a trovare nuove strade, nuovi linguaggi e nuove mani pronte ad accoglierle. È questo il caso dell’Opera dei Pupi, patrimonio vivo della cultura siciliana, che torna protagonista a Catania con un appuntamento speciale firmato dalla Compagnia Arte Pupi dei Fratelli Napoli.
Lunedì 29 giugno, alle ore 16.00, negli spazi della Chiesa di San Giorgio e San Dionigi, in via Acquicella, prenderà vita il laboratorio di lavorazione dei metalli dal titolo L’arte del pupo in un gioiello. Un incontro pensato non soltanto per raccontare una tradizione antica, ma per permettere ai partecipanti di toccarla con mano, trasformandola in qualcosa di nuovo e personale.
L’iniziativa rientra nel progetto Palcoscenico Catania. La bellezza senza confini 2026, finanziato dal Fondo Nazionale per lo spettacolo dal vivo della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura. Un percorso che continua a portare la bellezza dentro luoghi simbolici della città, restituendo spazio alla cultura, alla memoria e all’artigianato.
Dalle armature dei pupi ai monili, la tradizione prende nuova forma
Il laboratorio sarà un percorso teorico-pratico dedicato alla lavorazione dei metalli secondo tecniche toreutiche antiche, le stesse che affondano le radici nelle botteghe medievali e che la famiglia Napoli ha utilizzato nel corso della sua lunga storia per realizzare le armature dei pupi da teatro.
«Sarà un interessante percorso teorico-pratico dedicato a una forma di artigianato unica nel suo genere», spiega Davide Napoli, sottolineando come il laboratorio sia finalizzato alla produzione di originali monili in alpacca, rame e ottone.
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Un modo diverso, ma profondamente coerente, per raccontare l’arte del pupo: non soltanto attraverso la scena, i duelli, le storie cavalleresche e la voce dei pupari, ma anche attraverso la materia, il metallo, il gesto preciso di chi lavora e modella.
Il laboratorio sarà gratuito e accessibile ad appassionati e curiosi dagli 8 anni in su, esclusivamente tramite prenotazione. Un’occasione preziosa per avvicinarsi a una tradizione che continua a vivere proprio perché riesce ancora a dialogare con il presente, trasformando un frammento di memoria in un gioiello da portare con sé.
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