La poesia può diventare uno spazio in cui fermarsi, mettere ordine nei pensieri e dare un nome a ciò che spesso rimane chiuso dentro. Da questa idea nasce Terra incognita, il laboratorio poetico rivolto ai detenuti della Casa Circondariale di Piazza Lanza a Catania, promosso dall’associazione culturale I Siciliani – Compagnia Fabbricateatro, nell’ambito del progetto generale La poesia salverà il mondo.
Il percorso si svolgerà nei giorni 9, 16, 23 e 30 luglio 2026, dalle ore 15 alle 17, all’interno dell’istituto penitenziario catanese. A guidare i partecipanti saranno tre poeti catanesi di riconosciuta esperienza, Giuseppe Gabriele Condorelli, Anna Maria Di Falco e Renato Pennisi, chiamati ad accompagnare i detenuti in un lavoro sulla scrittura poetica come spazio di ascolto, confronto e consapevolezza.
Al centro del laboratorio ci sarà il tema delle «affettività di sangue», quei legami profondi che uniscono ciascuno ai propri figli, ai propri genitori, alla famiglia intesa non come cornice astratta, ma come luogo in cui le scelte personali lasciano conseguenze, ferite, assenze, domande. La poesia diventa così uno strumento per interrogare il vissuto, per dare forma alle emozioni più difficili e per provare a trasformare il silenzio in parola.
Terra incognita si inserisce nella lunga collaborazione tra Fabbricateatro e la Casa Circondariale di Piazza Lanza, resa possibile anche grazie alla sensibilità della direttrice, la dottoressa Nunziella Di Fazio, che nel tempo ha sostenuto iniziative culturali rivolte alla popolazione detenuta.
Negli anni Fabbricateatro ha portato all’interno dell’istituto diversi progetti teatrali, tra cui I miei amabili resti, dedicato al tema della violenza sulle donne, e Mille una fiaba, esperienza che ha permesso ai detenuti di condividere il teatro con le proprie famiglie, compresi i bambini. Nel 2025 è stato inoltre realizzato un laboratorio teatrale rivolto alle detenute.
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La poesia salverà il mondo mette insieme esperienze artistiche e sociali diverse, dalle repliche dello spettacolo allo Stallone all’iniziativa dedicata ai piccoli pazienti del reparto pediatrico dell’ospedale San Marco di Catania. Un filo che lega teatro, cura e inclusione, affidando all’arte il compito più difficile: costruire ponti dove spesso restano soltanto distanze.
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