Un viaggio nella Liguria più autentica per Vittorio Vaccaro, lontana dagli stereotipi e dalle immagini più immediate, per raccontare una regione che continua a sorprendere attraverso i suoi sapori, i suoi borghi e una tradizione gastronomica molto più legata alla terra di quanto si possa immaginare.
È questo il cuore della terza edizione di Liguria a tavola, il percorso condotto da Vittorio Vaccaro, attore per professione, musicista per passione e chef per vocazione, che torna alla scoperta dei piatti tipici e delle ricette più gustose della regione, tra memoria, territorio e materia prima.
«È la terza edizione di Liguria a tavola, dopo le prime due molto fortunate e devo dire belle», racconta Vaccaro, spiegando come questo nuovo capitolo sia il frutto naturale del lavoro già svolto in precedenza: «Questa terza, secondo me, vive dell’esperienza delle prime due, in senso positivo». Un percorso che non si limita ai luoghi più conosciuti, ma entra anche nei piccoli borghi e nell’entroterra, là dove spesso si custodisce la parte più vera di una tradizione culinaria. «È bello perché ancora una volta si vede una Liguria non solo di posti più o meno famosi, comunque noti, ma anche di piccoli borghi. L’entroterra della Liguria è meraviglioso, alcuni piatti sono pazzeschi».
La Liguria che non ti aspetti: «Sembra una cucina di pesce, invece è una cucina di terra»
Il viaggio attraversa località simboliche come Millesimo, dove il tartufo nero diventa protagonista di una zuppa rustica, Altare con i tortelli di caprino ligure e zucca di Rocchetta, Murialdo, terra di castagne, con la tradizionale torta del mulino, e Savona, con la sua iconica farinata bianca. Tappe diverse, ma unite dalla stessa intenzione: raccontare la Liguria attraverso i suoi sapori più autentici, quelli che non sempre finiscono sotto i riflettori ma che spiegano molto dell’identità di un territorio.
Ed è proprio qui che Vaccaro insiste su un punto centrale, quasi una piccola rivelazione gastronomica: «Sai, in Liguria utilizzano molto le verdure, al contrario di quello che si pensa. Chiunque pensa che la Liguria, avendo il mare attorno, sia una cucina di pesce». Una convinzione diffusa, che però il viaggio ribalta completamente. «Invece più vado avanti con la Liguria e più capisco che è una cucina di terra», aggiunge. Le verdure, i prodotti dell’entroterra, le ricette semplici e antiche diventano così protagonisti di una narrazione che restituisce alla regione una profondità diversa. «Le verdure sono protagoniste della cucina ligure e questa cosa devo dirti che anche a me, più vado avanti, più mi sorprende, perché non sembra e invece è così».
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Dopo l’estate una quarta edizione: «Raccontare il territorio mi piace da morire»
La terza edizione, quindi, non rappresenta un punto di arrivo, ma una nuova tappa di un racconto che continuerà ancora. Ma il lavoro di Vaccaro non si ferma alla Liguria. Il conduttore ha infatti appena concluso anche un altro percorso gastronomico dedicato alla Lombardia: «Abbiamo girato anche Lombardia a tavola. Sabato della settimana scorsa ho finito di girare due settimane anche la Lombardia, quindi sarà un’edizione che uscirà subito dopo, tra ottobre».
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Alla base di tutto resta una passione precisa, quella per il racconto delle regioni italiane attraverso i loro sapori e le loro identità. «Devi sapere che a me raccontare il territorio, raccontare la materia prima, raccontare la cucina, l’identità delle regioni piace da morire», conclude Vaccaro, consegnando così il senso più autentico di questo viaggio: non una semplice carrellata di ricette, ma un modo per entrare dentro l’anima dei luoghi.
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