Wednesday, 1 July 2026
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Leo Gullotta riceve il Premio Favignana per il Teatro, il racconto di una carriera lunga oltre sessant’anni

Leo Gullotta Premio Favignana - IcaroJournal

Favignana ha reso omaggio a Leo Gullotta, uno degli interpreti più amati e riconoscibili del teatro e del cinema italiano. L’attore catanese ha ricevuto il Premio Favignana per il Teatro nell’ambito della XIV edizione del FestivalFlorio, diretto dal Maestro Giuseppe Scorzelli, durante una serata intensa ospitata negli ex Stabilimenti Florio.

Più che una semplice premiazione, l’incontro è diventato un dialogo aperto con il pubblico, un viaggio dentro oltre sessant’anni di carriera, tra memoria, teatro, cinema e riflessioni sul mestiere dell’attore. A guidare la conversazione è stato proprio Giuseppe Scorzelli, lasciando poi spazio alle domande dei presenti, in un confronto spontaneo che ha restituito il profilo di un artista capace di parlare al pubblico con sincerità e senza sovrastrutture.

Gullotta ha spiegato di aver accolto l’invito a Favignana per il piacere di tornare nel suo Sud e incontrare il pubblico, ribadendo un principio che ha accompagnato tutta la sua vita professionale: «Il pubblico va rispettato sempre». Una frase semplice, ma centrale nel suo modo di intendere il teatro e il cinema, perché ogni successo trova davvero senso solo nel rapporto con chi guarda, ascolta e partecipa.

Nel corso della serata, l’attore ha ricordato alcuni dei grandi maestri incontrati lungo il suo percorso. Da Giuseppe Tornatore, capace di raccontare la Sicilia e l’animo umano con una sensibilità rara, a Ennio Morricone, ricordato non soltanto per la sua grandezza musicale, ma anche per la sua semplicità. «Nelle persone più semplici c’è sempre una grande presenza», ha osservato Gullotta, parlando del compositore come di un esempio di discrezione ed eleganza.

Spazio anche al ricordo di Nanni Loy e agli anni della formazione al Teatro Stabile di Catania, accanto a figure come Salvo Randone, Valeria Moriconi e Glauco Mauri. Nel suo racconto è emerso anche Giuseppe Fava, del quale Gullotta ha ricordato il coraggio e la libertà di pensiero, insieme all’insegnamento più prezioso: difendere le proprie idee attraverso la cultura, il dialogo e la conoscenza.

Uno dei passaggi più forti dell’incontro è stato dedicato allo studio. Rivolgendosi soprattutto ai giovani, Gullotta ha sottolineato come il talento, da solo, non basti mai. «Si studia per sapere di più, si studia perché apre la mente», ha spiegato, ricordando che anche il mestiere dell’attore richiede disciplina, preparazione e responsabilità.

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Emozionante il momento della consegna del Premio Favignana per il Teatro 2026, affidata al sindaco Giuseppe Pagoto, all’assessore alla Cultura Dafne Borgia e all’assessore alle Politiche Sociali Ignazio Lucido. Visibilmente commosso, Gullotta ha definito il riconoscimento «un premio che cavalca la storia», ringraziando il FestivalFlorio, il Comune e il pubblico dell’isola.

Una serata che ha celebrato non soltanto una carriera, ma un modo preciso di vivere l’arte: con rispetto, memoria, studio e profonda umanità.

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