Accademia Italiana della Cucina a Siracusa - IcaroJournal

Accademia Italiana della Cucina a Siracusa: la Cena ecumenica e la metamorfosi del baccalà

Last Updated: 16.10.2026By

L’amore per il territorio passa attraverso i fornelli, facendo germogliare la cultura a tavola tra ricerca, memoria storica e innovazione. Con questa impronta la delegazione di Siracusa dell’Accademia Italiana della Cucina ha celebrato l’annuale “Cena ecumenica” negli spazi panoramici di una nota struttura ricettiva nel cuore di Ortigia, in contemporanea con gli accademici di tutto il mondo.

A guidare il consesso è la dottoressa Rosalia Maria Sorce, insediatasi tre anni fa alla guida della delegazione siracusana al posto del dottor Angelo Tamburini.

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L’evento ha messo al centro del dibattito e della degustazione il tema guida di questa edizione internazionale: “Baccalà, stoccafisso e gli altri pesci conservati sotto sale, essiccati o affumicati nella cucina della tradizione regionale“, accendendo i riflettori sulla metamorfosi di un ingrediente storicamente povero e oggi divenuto materia prima d’eccellenza per la ristorazione d’autore.

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Il metodo dell’Accademia, la ricerca del Centro Studi e i nuovi ingressi

L’attività dell’associazione a Siracusa coinvolge mensilmente una quarantina di professionisti accomunati dalla passione culinaria, impegnati nell’organizzazione di conviviali tematiche per approfondire la storia, la diffusione e l’utilizzo dei prodotti tipici a chilometro zero. Il percorso prevede che la preparazione della cena sia affidata a un ristoratore locale chiamato a comporre un menù coordinato; gli accademici esprimono poi un giudizio tecnico che convergerà nella relazione della delegata per la successiva pubblicazione sulla rivista settoriale internazionale e sul sito dell’AIC.

Nel corso della serata, la consultrice Anita Rubera, componente del Centro studi territoriale, ha ripercorso la storiografia e le ricette tradizionali a base di baccalà diffuse nel siracusano, evidenziando come questo pesce, considerati i prezzi attuali di mercato, sia passato da alimento abbondante sulle tavole popolari a prodotto ricercato e versatile. L’incontro è stato inoltre l’occasione per registrare l’ingresso in delegazione dell’ex dirigente scolastica Teresella Celesti.

Il menù d’Ortigia tra chilometro zero e tipicità siciliane

La declinazione gastronomica della serata ha proposto ai commensali un itinerario pensato per magnificare le eccellenze locali. A dare il benvenuto ai partecipanti è stata una sinfonia di fritti gastronomici tradizionali, un flan di Patata novella di Siracusa IGP e Piacentino ennese e una vellutata di zucca all’aceto di Nero d’Avola e Sinapa selvatica. A seguire, Cataneselle di grano duro con alici di conserva in doppio strato all’essenza di finocchietto selvatico e “Muddica” croccante, per poi passare al secondo piatto: baccalà arrostito sulla pelle servito con un’emulsione agli agrumi di Sicilia e un trito di capperi, olive, passaluna, scarola, uvetta e pinoli tostati.

La chiusura è stata affidata a una Sinfonia di Limone femminello Siracusano IGP, biscuit al Pistacchio di Bronte e gelo di Lampone, il tutto accompagnato dai vini delle migliori cantine della provincia e dell’Isola.

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A sintetizzare il valore culturale dell’appuntamento è stata la delegata Rosalia Sorce: «Una cena che ha saputo unire gusto, cultura e memoria: perché riprodruire i piatti della tradizione non è solo un piacere, ma un modo di salvaguardare una parte preziosa sella nostra storia e della nostra più autentica tradizione». Una testimonianza di come la tutela delle radici enogastronomiche rappresenti un presidio fondamentale per la memoria collettiva e la promozione del territorio.

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