San Giovanni Li Cuti torna a trasformarsi in un piccolo presidio di cultura affacciato sul mare. Tra la passerella, il solarium e quel via vai tipico dell’estate catanese, dove ogni giorno si incontrano cittadini, famiglie, ragazzi e turisti, è tornata la Bibliocasetta Nettuno, iniziativa promossa dall’associazione Nuova Acropoli in sinergia con il Comune di Catania.
Una teca colorata, semplice soltanto all’apparenza, ma capace di portare con sé un messaggio molto più grande: la cultura può abitare anche gli spazi pubblici, può entrare nei luoghi della quotidianità, può diventare un gesto spontaneo, quasi naturale. Prendere un libro, leggerlo, restituirlo oppure lasciarne un altro a disposizione di chi verrà dopo. Un piccolo scambio che, in realtà, racconta un modo diverso di vivere la città.
Il principio è quello del book crossing: Prendi un libro, dona un libro. Chiunque potrà avvicinarsi alla Bibliocasetta, scegliere liberamente un volume, portarlo con sé e poi decidere se restituirlo oppure contribuire alla circolazione delle storie lasciando un altro libro. Un meccanismo semplice, ma prezioso, perché rimette al centro il valore della condivisione, soprattutto in un luogo come San Giovanni Li Cuti, che durante la bella stagione diventa uno dei punti più frequentati e riconoscibili di Catania.
La Bibliocasetta Nettuno torna a Li Cuti: cultura tra mare e comunità
La Bibliocasetta Nettuno era stata inaugurata per la prima volta nel 2021 e il suo ritorno conferma la volontà di proseguire un percorso già avviato tra Nuova Acropoli e l’Amministrazione comunale. Un progetto che non si limita a posizionare una piccola libreria all’aperto, ma che prova a restituire agli spazi pubblici una funzione ulteriore: non soltanto luoghi di passaggio, non soltanto luoghi di sosta, ma anche punti di incontro, lettura e partecipazione.
A sostenere l’iniziativa c’è l’assessorato al Mare, retto da Andrea Guzzardi, insieme alla direzione Politiche per l’Ambiente, in un’ottica di promozione della cultura e valorizzazione del territorio. Perché anche questo, in fondo, significa prendersi cura di una città: non soltanto intervenire sulle grandi questioni, ma creare occasioni semplici e accessibili attraverso le quali i cittadini possano sentirsi parte di uno spazio comune.

La lettura, in questo caso, esce dalle biblioteche tradizionali e arriva direttamente in riva al mare. Un libro può essere scelto dopo un bagno, durante una passeggiata, in una pausa dal sole o semplicemente per curiosità. Ed è proprio questa la forza del progetto: portare la cultura dove le persone già si trovano, senza barriere, senza formalità, senza la necessità di entrare in un luogo istituzionale.
Libri, storie e partecipazione: il valore di un gesto semplice
La Bibliocasetta Nettuno diventa così un simbolo di partecipazione, impegno e crescita, come sottolineato anche dall’assessore Andrea Guzzardi, che ha evidenziato il valore di progetti capaci di contribuire al progresso culturale della città e favorire occasioni di incontro tra i cittadini.
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«Sostenere progetti come la Bibliocasetta Nettuno, simbolo di partecipazione, impegno e crescita, significa contribuire al progresso culturale della città e favorire occasioni di incontro e partecipazione tra i cittadini – ha dichiarato l’assessore Guzzardi -. La lettura rappresenta uno strumento fondamentale di formazione e inclusione sociale, capace di creare legami e generare valore per l’intera comunità».
Parole che restituiscono il senso più autentico dell’iniziativa. Perché un libro lasciato dentro una teca può sembrare poco, ma in realtà può diventare molto. Può diventare una storia che passa di mano in mano, un incontro silenzioso tra persone che magari non si conosceranno mai, ma che condividono lo stesso spazio e lo stesso desiderio di lasciare qualcosa agli altri.
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